Nel secondo quadrimestre, il progetto già iniziato, avente per oggetto il mito, ha portato alla creazione del libro del mito, “Mythos”, presentato al XXIV “CONCORSO RICICL’ART” – promosso da HUMUS ODV e patrocinato dal CTG e dal Comune di Salerno, con il quale si è vinto il primo premio. La vittoria è stata motivata dal fatto che il tema del riciclo è stato utilizzato in maniera creativa per esplorare le radici della nostra cultura, rappresentando in modo originale il mito. Questo approccio si è rivelato originale e coerente con gli obiettivi dell’attività che aveva come scopo quello di ispirare le nuove generazioni a diventare cittadini responsabili e custodi del nostro pianeta, promuovendo una cultura del riuso e della sostenibilità che possa radicarsi nelle comunità locali. Il libro multimaterico – costituito da cartoncini neri cuciti tra loro attraverso un filo rosso – rappresenta, in ciascuna pagina, un personaggio del mito, scelto e liberamente interpretato da ciascun ragazzo, e realizzato attraverso la tecnica del collage con materiali svariati.
I miti analizzati includono Icaro, Aracne, e figure connesse allo studio dell’Iliade e dell’Odissea. Abbiamo tratto ispirazione dalla storia dell’arte, in particolare dalla pittura vascolare del periodo arcaico e classico, per esplorare le modalità rappresentative utilizzate nell’antichità. Gli studenti hanno estrapolato i profili delle immagini ingrandite dei vasi e li hanno ridisegnati liberamente, nelle ore dedicate alla pratica. La rappresentazione finale è stata realizzata con la tecnica del collage, impiegando materiali di riciclo come, giornali, cartoncino, tessuti, bottoni, piume, lana, etc. Questi elementi hanno contribuito a personalizzare le rappresentazioni dei personaggi mitologici, tra cui Medusa, Eris, Afrodite, Icaro, Polifemo, Zeus, Era, ecc.
Pur nelle peculiarità delle singoli realizzazioni, ne è venuto fuori un manufatto collettivo che ha caratteri propri di un’opera d’arte matura, in cui si sente progettualità, unità di pensiero e in cui il ricorso al linguaggio e ai materiali comuni conferisce uniformità stilistica ed estetica senza nulla togliere alla fresca espressività personale dei bambini. L’ispirazione tratta da artisti come Enrico Baj e Bruno Munari, così come dalle prime avanguardie figurative – in particolare il Futurismo con le sue tavole tattili e il Dadaismo con i suoi collage – ha permesso ai bambini di sviluppare una visione artistica più ampia. Questo percorso li ha avvicinati in modo intuitivo alle pratiche proprie dell’arte astratta e concettuale moderna e contemporanea, che saranno poi approfondite in chiave teorica nel corso del terzo anno. Con questo laboratorio ho adottato una metodologia volta a integrare le conoscenze teoriche di storia dell’arte nella pratica espressiva, con l’obiettivo di promuovere un apprendimento critico e consapevole, capace di condurre gli studenti all’analisi visiva delle opere. In questo modo, il “fare” diventa strumento per il “conoscere”.












Il lavoro finale







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