Laboratorio di pittura spontanea

Età

Competenze

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Il laboratorio di pittura spontanea

Da 18 mesi

 

Occupare lo spazio grafico, sperimentare i colori, i materiali, la relazione movimento-traccia Fogli in formato A4, tempera colorata atossica, grossi pennelli (25 cm), rulli, spugne.
Percorso didattico

Nel rispetto delle regole comuni, il bambino è lasciato libero nel corso delle attività, da svolgersi in un ambiente appositamente predisposto, in genere un particolare angolo della scuola, delimitato da pareti fisse o mobili, dove organizzare delle vaschette di adeguate dimensioni (50×70 per uso singolo 120×70 per più bambini) che possano contenere il colore o l’acqua colorata. Il supporto può essere attaccato alla parete, sul pavimento, su di un piano orizzontale o inclinato. Variando la disposizione del supporto, si darà la possibilità ai bambini di sperimentare diverse condizioni di possesso dello spazio grafico e soprattutto di sviluppare diverse strategie di regolazione delle proprie capacità manuali e gestuali: diversi modi di orientare il braccio, di tenere lo strumento scrivente rispetto al supporto. Nel caso in cui si decida di predisporre i fogli alle pareti, è importante che il bambino sia libero di sceglierne la disposizione (verticale o orizzontale). Lo spazio verticale corrisponde a quello del bambino che vi si proietta dentro (e infatti è l’inquadratura più pertinente al ritratto), quello orizzontale (che corrisponde al paesaggio) esprime una sensazione di indefinito. Se ci si servirà delle mani, anche in questo caso alle sensazioni visive si accompagneranno sensazioni tattili, per via della percezione sinestetica, forte nel bambino piccolo. Il colore può essere più o meno assorbito a seconda delle proprietà delle superfici che incontra. La carta (a seconda della sua porosità, finitura, etc.) infatti ha infinite proprietà e va proposta come materiale da esplorare (da lacerare, strappare, imbevere, incollare) e nelle sue proprietà di mezzo tracciante (può essere utilizzata come spugna, stampino, etc.). Il colore produce determinate tracce a seconda dell’oggetto scelto per tracciare: anche in questo caso è necessario proporre una grande varietà di oggetti e strumenti.

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Il bambino per prima cosa sperimenterà le qualità tattili del colore, esplorandone la la consistenza, umida o liquida, pastosa e molle, e l’estendibilità, che può essere sperimentata con le mani, o con pennelli e stampini, sul foglio e sulle mani dei compagni.
image019  Uso di una gamma cromatica ristretta. Anche il bambino molto piccolo (tre anni) produce delle forme primaria di grande impatto. Qui c’è la figura del sole, secondo la Kellogg all’origine della figura umana (omino testone).image013
Con i bambini piccoli è meglio avvalersi di uno o due colori alla volta (o del bianco/nero su supporto nero/bianco), per consentire l’affinamento della traccia. Mescolando accidentalmente i primari, il bambino inoltre arriva da solo a comprendere la generazione dei secondari. Il lavoro permette un’intuitiva acquisizione del principio del contrasto figura/sfondo.

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